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Haiti gangs shift operations into countryside, report says


7 settembre (Reuters) – Le bande armate di Haiti si stanno espandendo sempre più da Port-au-Prince verso le zone rurali, adottando tattiche mordi e fuggi che includono rapimenti, furti di bestiame e blocchi stradali, mentre le risposte politiche e di sicurezza rimangono concentrate sulla capitale, secondo quanto riportato lunedì in un nuovo rapporto.

L’analisi, pubblicata dall’Osservatorio su Haiti della Global Initiative Against Transnational Organized Crime, afferma che questo cambiamento va ben oltre una semplice estensione dell’attività delle bande urbane nelle campagne.

• Secondo il rapporto, le bande utilizzano piccole unità mobili per compiere rapidi raid, molestare le comunità e spostarsi tra aree che fungono da rifugi e da obiettivi. Questo approccio consente ai gruppi armati di esercitare la propria influenza e di sconvolgere la vita quotidiana senza occupare in modo permanente il territorio.

• Il rapporto ha citato il recente attacco a Kenscoff, una comunità montuosa alle porte di Port-au-Prince, come esempio della mutata natura della violenza delle bande. L’assalto ha causato la morte di decine di persone e ha comportato un rapimento di massa, secondo quanto riportato.

• Il rapporto ha inoltre evidenziato il peggioramento della situazione di insicurezza nell’Artibonite, una delle principali regioni agricole di Haiti, dove le bande hanno preso di mira comunità, vie di trasporto e terreni agricoli.

• La crescente violenza nelle aree rurali rappresenta una sfida per le forze di sicurezza haitiane, che secondo il rapporto non dispongono del personale, delle attrezzature e dell’addestramento necessari per contrastare gruppi armati altamente mobili su terreni montuosi e dispersi.

• Il rapporto ha affermato che una risposta di sicurezza da sola sarebbe insufficiente, sollecitando misure per proteggere gli agricoltori, rilanciare le economie locali e risolvere le annose controversie fondiarie e comunitarie, parallelamente agli sforzi per disarmare e reintegrare i membri delle bande.

(Reporter Kylie Madry; editor Fabiola Arámburo)





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